domenica 2 settembre 2012

Sosta


Come inquieti si affrettano i passi
pietre di giada appaiono
ed io, smarrita, ritorno.
Certo l’amore non è più quello di un tempo
i giorni l’hanno guastato, reso meno vivo,
ma infinitamente più dolce.
Ascolto voci lontane
di coloro che come morti vivono
e mi sono care
mentre nella notte si dileguano.
E so che i miei occhi
restano una vana parola,
ma capisco che il ricordo
è vecchio e sciupato
ma disperatamente infinito.
Ed ora non mi resta
che fermarmi qui,
per un’occhiata a questo cielo sgombro,
per poter dire di aver visto,
in un attimo di sosta…l’immenso.



Nota: Scrivevo queste cose a 20 anni.

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