mercoledì 23 gennaio 2013

Followiamoci (che non sempre vuol dire amiamoci)


dal web


Ho osservato, sapete che lo faccio continuamente, i comportamenti dei followers e ho stilato questa “classifica”.
Se ho dimenticato qualcuno segnalatelo.
Naturalmente esistono anche dei followers “normali” ma che lascio per ultimi.


Follower pallottoliere

Questo individuo vi followerà e noterete subito che ha follower-following in perfetto equilibrio. Sappiate che, tempo 24-48 ore (come una prognosi riservata), se non ricambierete il follow vi defollowerà impietosamente.
Non gli interessate voi, ma il vostro numero.

Follower Furbetto 

Quello che ti segue poi, se tu lo segui, aspetta qualche giorno e ti defollowa. In questo modo mantiene quella che lui ritiene una corretta proporzione fra follower/following perché gli piacerebbe essere una twitstar ma purtroppo per lui/lei vogliomanonposso.... e parliamoci chiaro, ormai lo sgamano tutti.
(*)


Follower interruptus

Quello che ti segue, sbircia e se ne va. Non ti lascia nemmeno il tempo di capire.
Mi chiedo, ma se desse un'occhiata al profilo prima di seguirti no eh?
(*)


Follower chiaccherone

Dopo avervi seguito, risponderà ad ogni vostro tweet o quasi, tentando di entrare in simpatia con voi, cosa già complicata visto che non tutti i tweet che scrivete richiedono risposta, e soprattutto se gli risponderete, vi risponderà aspettando risposta e via così fino a quando stanchi mollerete voi.
Il comportamento che terrà successivamente, è simile ma diverso nei tempi.
Se non gli rispondete se ne andrà quasi subito, se invece gli risponderete, dopo aver conversato con voi per un paio di giorni, si aspetterà di diventare il vostro migliore amico, se non ricambierete il follow, ci penserà lui a lasciarvi.
Anche in questo caso siete comunque un numero per lui.


Follower aziendale

Se guarderete la sua bio e i suoi messaggi, capirete che ha da promuovere qualcosa. Se vi interessa leggete e seguitelo, se non vi interessa non fatelo, se ne andrà se capirà che non siete un buon “cliente”. Qualcuno si spinge a “spammarvi” un po’ di messaggi pubblicitari e poi se ne andrà pure lui.
I più insistenti occorre proprio bloccarli.


Follower uovo

Il follow uovo è uno strano individuo, mantiene l’anonimato totale, non fa nemmeno lo sforzo di mettere una pic qualunque, vi seguirà per due ragioni, o si è appena iscritto e segue un po’ di gente a caso, e con ogni probibilità rimarrà fra i vostri followers in eterno pur non twittando mai, oppure è solo un curiosone, non twitterà ma osserverà soltanto. Contento lui.
Confesso che, ogni tanto quando faccio “pulizia” questi soggetti non twittanti cerco di dissuaderli dal seguirmi.


Followo e rifollowo

Questi sono gli agitati, vogliono che voi vediate che ci sono e non capiscono perché non li seguiate. Non vi rivolgono mai la parola (non si capisce perché) ma continuano a defollowarvi e rifollowarvi in modo da farsi notare. Se non li seguite dopo tre o quattro tentativi si arrendono e vi abbandonano.


Follower trasformisti

Sono quelli che vi seguono - in alcuni casi ricambiati - ma che, ogni tanto, si trasformano. Cambiano pic, nome e account e voi non sapete più chi sono.
Che ansia….


Follower indovina chi sono

Sono quelli che cambiano la pic quasi tutti i giorni e, salvo che non si tratti di un bel viso, che riconoscerete comunque, dovrete esercitarvi ad individuarli dal nome, sperando di ricordarlo, perché altrimenti vi creeranno la stessa ansia del follower trasformista. Io che purtroppo ho grande memoria visiva ma non per i nomi… questi me li perdo per strada.
Non aspettatevi che vi riconosca. Non so chi siete.


Follower politico

Nel momento in cui vi scapperà un tweet con un hashtag o anche no a carattere politico, che parla del governo o contiene il nome di qualche politico, automaticamente vederete aumentare il numero dei follower.
Sono quelli che condividono il vostro pensiero e quindi probabilmente continueranno a seguirvi, oppure quelli che non condividono il vostro pensiero e resteranno in agguato pronti a rispondere per le rime ad un vostro tweet. Se non avranno soddisfazione - o capiranno che voi non siete un twittatore politicizzato - vi abbandoneranno non trovando interessante quello che dite al di fuori della politica.


Follower lucchettato

Questi sono quelli che amo di meno. Vi seguono ma hanno il profilo bloccato per cui, non potete leggere i loro tweet per decidere se seguirli o meno. A qualcuno so che non da fastidio, ma io non seguo le persone al buio e non amo che qualcuno mi “osservi” senza poter fare altrettanto.
Salvo rarissimi casi che hanno lucchettato il proprio profilo per ragioni personali, ma che mi hanno pure spiegato, io non seguo questi profili e sono solita mandare un messaggio così concepito “Non seguo profili bloccati, non è lo spirito di twitter, ti prego di defollowarmi o sarò costretta a bloccarti” in genere se ne vanno da soli, altrimenti parte il blocco da parte mia.

Un piccolo appunto, twitter è condivisione, tenere il profilo bloccato secondo me non ha senso, lo accetto da alcune persone che conosco bene e so perché lo fanno, ma credo che chiunque possa vivere senza twitter, quindi se non vuoi che leggano tutti i tuoi tweet, non twittare: non è una medicina da prendere, e se non vuoi che ti vedano non scrivere tweet con frasi che non diresti in pubblico e non mettere tue fotografie. Già trovata la privacy….

Personalmente ho lucchettato solo il profilo di Instagram perché trattandosi di fotografie, e dopo la modifica alla privacy, ho deciso che in attesa di decidere se cancellarmi o meno, avrei protetto le mie fotografie. Ma questa è un’altra storia.

NormalFollower 

E infine per fortuna ci sono le persone normali, quelle che ti seguono perché vogliono leggerti, che ti defollowano solo dopo tempo e solo se non hai niente di interessante da dire, che ti seguono dopo mesi che tu li segui perché decidono che puoi entrare a far parte della loro TL, quelli che anche se non twittano con te ogni giorno, sanno che ci sei e ti incontrano ogni tanto fra un argomento e l’altro, fra un tweet e l’altro.
Questo è twitter.
Io stessa per seguire qualcuno mi lascio guidare dall’istinto e amo osservare un po’ la persona prima di seguirla e comunque non è un matrimonio (e anche quello, aimè, non è per sempre) se dopo un po’ non abbiamo più argomenti in comune: ciao e amici come prima, non ne facciamo una tragedia!

Mi permetto di concludere, ricordando che - e parlo per assoluta esperienza personale - non sempre chi non vi segue lo fa per “tirarsela”, è appurato che, oltre i 500 following,  è difficilissimo leggere tutti i tweet che passano in TL. Superato questo numero, stiate certi che: o gli utenti (“twittstar” compresi) leggono alcuni tweet a caso o hanno creato delle liste – magari non lo sapete perché hanno creato liste private – ma leggono solo alcuni e anche se voi credete che vi seguano in realtà non lo fanno affatto.
Non penserete davvero che chi segue 5000 persone legga tutti i tweet di quelle 5000 persone… vero???
Quindi, non date per scontato che se qualcuno vi ha followato stia leggendo quello che scrivete, se volete farvi notare, interloquite con lui/lei con garbo, senza piombare a gamba tesa in una conversazione già iniziata e soprattutto non aspettatevi mai che vi sia data risposta automatica.
Io lo faccio praticamente sempre, ma non siamo tutti uguali, e io stessa non garantisco che, avendo ormai superato la soglia “lettura veloce” dei tweet  possa farlo sempre e per tutti.

E' inutile comunque lamentarsi "quello/quella non rispondono mai" fatevene una ragione e se non vi piace leggerli defollowateli ma se vi piace, seguiteli così come sono. Ognuno è unico. 

Ed infine, chiedetevi sempre quando non vi viene risposto “ho detto qualcosa di interessante per cui valeva la pena rispondermi”.

Questa è la chiave.



(*) i profili contrassegnati dall'asterisco sono stati suggeriti da @VestitiComeMe (Stilisticamente) 

4 commenti:

  1. Che dirti Azzy, che come sempre hai centrato in pieno l'argomento trattato. Con la solita delicatezza che ti contraddistingue.

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  2. Gent. Lady, questo post offre lo spunto per chiarirmi alcune cose. Ho tenuto il profilo “dormiente” (non anonimo né lucchettato, c’erano sia foto che nome e cognome) per quasi un anno. Per dirla schietta, trovavo fb noioso come la morte. Finchè non sono incappata nel fenomeno delle twstars. Credo che il tramite sia stata Lia Celi. Ora, non c’è dubbio che alcuni profili siano arguti e divertenti (qualcuno un po’ esacerbante nella ricerca del richiamo sessuale. Soprattutto, e mi duole dirlo, quelli femminili); ma dopo un po’ ti chiedi: ok, a che cazzo serve sta roba? E a sto punto rivaluti anche l’odiato fessbuck, che in termini di condivisione dei contenuti è sicuramente più funzionale. Per dire, io sono musicista, ergo cerco e condivido spartiti, e volontaria animalista, ho bisogno di mostrare foto, di lanciare o condividere appelli eccetera. Poi certo, c’è la politica, l’attualità, ci sta anche qualche battuta. Ma insomma per chiudere, questa da più parti ventilata superiorità concettuale di twitter sugli altri social, io proprio non l’ho potuta constatare.
    Cordiali saluti, buon lavoro (ovviamente il tuo è uno dei profili che seguo con più interesse)

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  3. Grazie del tuo articolato commento. Credo che, il grado di "benessere" su twitter, dipenda anche da chi segui. Ci sono persone (alcuni anche con migliaia di followers) che vanno evitati come la peste, ci sono personaggi da prendere con le pinze e poi c'è una grande abbondanza di belle persone. Queste sono quelle che io seguo con più interesse.
    Credo che il pregio di twitter rispetto a Facebook sia una minore ripetitività degli stessi identici contenuti e informazione di ogni tipo che va ovviamente filtrata ma che ti fa vivere costantemente nel mondo reale. Facebook è un po' più ovattato e ristretto.
    Grazie comunque dell'apprezzamento, io su twitter cerco di essere me stessa, senza maschere e paracadute.

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