giovedì 13 febbraio 2014

Dico a te uomo…. eterno Peter Pan

Da Wikipedia

Dico a te uomo che hai probabilmente avuto una famiglia affettuosa, che non ti ha fatto mancare nulla, che ha fatto sacrifici perché tu avessi tutto, o comunque tutto quello che avevano gli altri bambini.
Una madre che, nel limite del possibile ti ha sempre accontentato, un padre orgoglioso dei tuoi voti a scuola.
Tu che probabilmente hai avuto la macchina appena presa la patente.
Tu che hai studiato e forse ti sei anche laureato.
Tu che hai tanti amici e ti è sempre piaciuto stare in compagnia.
Tu che hai avuto anche tante ragazze e forse con qualcuna ti sei accompagnato e poi lasciato anche più volte perché insomma, l'uscire con gli amici era più importante e legarti ti faceva un po' pensare.
Dico a te che forse l'idea di sposarti ti spaventa troppo, così continui a stare con ragazze nuove che ti possano stimolare… per un po', finché loro non ti chiedono di più, un impegno, un futuro concreto.
Oppure forse hai trovato quella che ti andava bene, avete deciso di sposarvi. E ci credevi. Ci credevi davvero.
Dico a te che hai una casa e una moglie ma tornare a mangiare dalla mamma è sempre una bella cosa.
Dico a te che un giorno ti sei un po' spaventato quando tua moglie ha cominciato a parlare di avere un figlio, la responsabilità ti faceva un po' paura ma poi hai pensato che sarebbe stato bello uscire con tuo figlio e condividere con lui il tuo hobby preferito (perché naturalmente sarebbe stato un maschio).
Dico a te che, una volta nato il figlio e passato il primo momento di grande entusiasmo ti sei un po' scocciato se dovevi alzarti la notte, oppure perché tua moglie era sempre affannata e non potevate uscire più come prima e poi alzarsi presto la domenica e non poter più poltrire e magari dover pure andare a fare spesa qualche volta perché tua moglie doveva badare al bambino.
Dico a te che passando a trovare la mamma ti lamenti di quanto tua moglie ti obbliga a fare cose, tu che sei tanto stanco e che in fondo lavori e, uffa, devi pur riposare. E sei così bravo a raccontare il tuo star male che la mamma forse ti da tragicamente ragione.
Dico a te che sei arrivato a fare discussioni infinite e che in fondo la collega o la tua vecchia amica sì, che loro sanno capirti e ascoltarti. Non tua moglie tutta presa da mille impegni di casa e di figlio.
E poi un bel giorno hai deciso che era un tuo diritto divertirti e non hai avuto problemi a trovare qualcuna che ti aiutasse nell'impresa, sei così simpatico.
Qualcuna che spera che prima o poi ti separerai da quella moglie cattiva e rompipalle che ti tarpa così tanto le ali.
Dico a te, che forse il copione non è proprio questo, ma qualcosa di simile o con qualche variante, qualche  differenza ma la storia della tua vita si incasella in un meccanismo simile.
Dico a te, eterno Peter Pan, che hai sempre pensato che star bene fosse un tuo diritto, perché in fondo il mondo gira intorno a te e non capisci perché gli altri ti facciano così tante storie.
Ti piace recitare ruoli dove tu sei l'eroe e immagini meravigliosi scenari in cui coinvolgi la bella di turno che non può che essere affascinata da te. E ti ama finché non capisce che il tuo mondo, quello che descrivi, non esiste.
Dico a te che, dopo tutto questo peregrinare, continui ad essere insoddisfatto perché non riesci a trovare la tua vera dimensione, perché forse anche l'amica/collega/amante pretende da te chiarezza, e tu in fondo le dedichi già un sacco di tempo.
Dico a te che soddisfatto non sarai mai e crescerai (anzi no crescerai è una parola che non conosci) che invecchierai senza aver capito che crescere vuol dire staccarsi dalla famiglia di origine, prendersi delle responsabilità e diventare uomo.
Dico a te che non conosco ma che so che sei da qualche parte e ti riconoscerai in queste parole.
Oppure ti riconoscerà tua moglie o la tua collega o l'amica o l'amante.
Perché io so che ci sei, l'ho letto nelle parole scritte e nelle frasi raccontate in giro da donne che, sicuramente non saranno perfette, ma hanno dovuto comunque farsi carico anche della tua adolescenza mai superata.
La vita non è così che funziona, non è così che dovrebbe andare, ma è così che, senza crescere mai, porti avanti i tuoi giorni.
Non esiste il mondo che tu pensi, quello dove tutto è bello e non devi prendere decisioni ed essere responsabile. 
Non esiste il mondo delle fiabe, quello dove vissero tutti felici e contenti…. sull'isola che non c'è.



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