giovedì 1 maggio 2014

E se il problema non fossero le Tweetstar?

Dal web


So di attirarmi molte ire del cosiddetto, "popolo di Twitter" con questo post, ma la mia analisi delle meccaniche dei social mi impone di scrivere anche quello che può rendere impopolare.
Fra l'altro credo di mantenere un comportamento assolutamente imparziale sul social, conversando con chi ha tanti follower come con chi ne ha pochi, quindi posso permettermi di dare un giudizio che considero non viziato da clientelismi di sorta. Chi mi conosce bene sa.

Il fenomeno Tweetstar secondo me è un falso problema. credo che sia il mondo di twitter a creare i propri "idoli" e ad abbatterli a piacimento.

Cosa è Tweetstar?
Pare che il termine venga attribuito a chi ha molto seguito su twitter. 
Se un utente ha molto seguito vuol dire che piace quello che scrive, che il soggetto ha personalità interessante e qualità che ne fanno un interessante account da seguire.
Fin qui mi pare che sia tutto normale.
Quello che noto è che la tweetstar, al pari del personaggio famoso o Vip, deve essere criticata appena se ne presenta l'occasione, forse per ricondurla ad una più umana esistenza.
La critica alla Tweetstar però è cattiva.
Se segue poche persone se la tira, se non risponde se la tira, se commette un errore o fa un tweet sbagliato è un mostro da imprigionare ad Alcatraz e buttare la chiave.
Che cosa produce questo fenomeno?
Credo che la normalità di certe persone, il farsi i cavoli propri, il twittare liberamente, il non essere condizionato da altri, l'avere una personalità non piaccia a molti, quindi qualunque "mancanza" anche veniale diventa motivo di sberleffo, il Vip o la Tweetstar di turno vengono messi alla gogna e un gruppo più o meno assortito di persone si allea per criticare.
Se chi viene attaccato poi risponde per le rime, apriti o cielo, la guerra durerà ore e l'attacco si farà via via più articolato mano a mano che arriveranno curiosi informati dell'evento pronti a dare man forte contro il feudatario nel castello che deve essere espugnato.
Guai a chi osa prendere le difese di una Tweetstar, perché non si tratterà di un parere, della libera espressione di una opinione. No. Chi lo farà sarà sicuramente un leccaculo. 
Questo incasellare, etichettare è preoccupante.
Come se il solo fatto di esprimere una opinione riguardante un plurifollowato sia da ricondurre a falsità.
Quindi il mio pensiero è che la tweetstar di turno deve avere il diritto di fare quel che gli pare, seguire poche persone, non rispondere, essere simpatico o antipatico, utilizzando di fatto la libertà che è lasciata ad ognuno al momento dell'iscrizione.
Se a qualcuno non piace basta non seguirla. Non vedo il problema. 
Perché sono certa che è questo l'atteggiamento che si terrebbe se il soggetto in questione non fosse famoso. Si farebbe un bel defollow e basta. 
Perché invece perdere energie per "smontare" qualcuno se non ci fosse un ritorno di visibilità?
Chi crea il fenomeno tweetstar e di conseguenza le crociate "anti tweetstar" sono gli stessi soggetti che: o perché non sono stati seguiti, o perché non hanno ottenuto risposta, o perché sono semplicemente soggetti livorosi, si scagliano conto l'uno o l'altro al fine di ottenerne il discredito o per ottenere visibilità con un bel litigio.
Tutti fenomeni quindi di interessante studio psicologico. Perché di questo deve trattarsi, di qualche problema non risolto che viene riversato al di là di uno schermo per un probabile riscatto personale.
Non vedo altra spiegazione, ma voi ne avrete sicuramente un'altra e sarei ben lieta di ascoltare il vostro illuminato parere.
Mi rivolgo ovviamente a coloro che non mi avranno defollovato perché sto difendendo le Tweetstar.

Vi sorrido.



Sullo stesso argomento leggi anche: Tweetstar - quello che non sai su di loro -

1 commento:

  1. Condivido il concetto della massima libertà di vivere il social come più aggrada. Aggiungo solo quello che molti prima e meglio di me sostengono, cioè che è proprio litigando con una persona nota che si acquista visibilità. Ciao, Silvano C.

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