domenica 26 febbraio 2017

Il gioco del telefono senza fili



Quando ero piccola usava fare un gioco che spero che alcuni di voi ricordino: il telefono senza fili.
In pratica ci si sedeva in tondo oppure tutti in fila sulle seggiole o su una panchina al parco e la prima persona pensava ad una parola e la suggeriva in un orecchio alla persona a fianco, che a sua volta la riferiva a quella a fianco e così via fino all'ultima.
L'ultima persona della fila doveva dire a voce alta la parola che aveva capito.
Naturalmente mai arrivava alla fine la parola giusta anzi le storpiature erano frequenti tanto che la parola camicia poteva uscire come matita oppure ruscello poteva diventare un cappello fra l'ilarità generale.
C'era sempre quello, più burlone degli altri, che volutamente biascicava la parola per renderla ancora più incomprensibile. 
A volte addirittura ci si esibiva in intere frasi per rendere il gioco più complicato ancora e divertirsi ancora di più.
Immaginavamo un mondo in cui il telefono non avrebbe più avuto un cavo attaccato alla parete, un apparecchio con la "cornetta" incorporata, ovvero il nostro orecchio.
Nessuno avrebbe mai immaginato quanto vera sarebbe stata questa idea strana del telefono senza fili.
Un gioco ad immaginare moderni cellulari.

Il telefono senza fili.
Pochi giorni fa, dopo una strana discussione su snapchat con inevitabili fraintendimenti causati dal passaparola da un account all'altro, ho ripensato a questo gioco.
Sui social in pratica ci esibiamo in un passaparola simile al gioco del telefono senza fili usando appunto un cellulare.
Una frase riportata diventa un'altra frase, una persona diventa un'altra persona, un concetto viene snaturato con inevitabili fraintendimenti e discussioni.
Tutto uguale.
Solo che una volta ci divertivamo e alla fine si rideva, adesso invece ci si arrabbia.
Forse qualcuno fraintende volutamente per divertirsi di più, forse non sappiamo più giocare.
Peccato, era così divertente.


(foto Pixabay)

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